Con il Decreto-Legge sugli “Interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eventi alluvionali verificatisi a partire dal 1° maggio 2023, nonché nel settore energetico”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 23 maggio 2023, sono stati adottati i primi provvedimenti funzionali a superare l’emergenza. Nel mentre di altri e - si spera! - più significativi interventi, nel frattempo si incominciano a fare le prime valutazioni dei danni, che purtroppo riguardano non soltanto le innumerevoli abitazioni, ma chiaramente tutto ciò che è rimasto sommerso o travolto dal fango come le tante automobili parcheggiate nei garage ed in strada. Dato che la gran parte di questi beni non sono coperti da polizze che coprono anche il rischio da calamità naturale, molto probabilmente non accederanno ad alcun risarcimento del danno da parte delle rispettive compagnie assicurative. In mancanza d’interventi statali o regionali finalizzati a coprire tali danni, al momento l’unica strada percorribile per ottenerne il ristoro è quella di muovere una specifica richiesta di risarcimento nei confronti degli enti responsabili della custodia e della manutenzione degli argini e degli alvei dei fiumi, così degli enti responsabili del controllo del territorio in caso di frane. E questo perché, secondo la Corte di Cassazione, non si possono più considerare imprevedibili i fenomeni atmosferici estremi sempre più frequenti in tutto il Paese. Non sarebbe quindi possibile per detti enti fare semplicemente leva sull’eccezionalità e l’imprevedibilità delle piogge, così invocando le figure del caso fortuito e della forza maggiore, al fine di escludere le proprie responsabilità. Per escludere la responsabilità del custode, infatti, l’ente chiamato in giudizio dovrà dimostrare di aver effettuato le corrette manutenzioni e che le piogge sono state così intense che gli allagamenti e le frane si sarebbero comunque verificate nonostante le misure di protezione adottate (cfr. Cass. Civ. 28 luglio 2017 n. 18856). Conclusioni
In attesa che vengano definite le prossime misure di sostegno, sarebbe opportuno procedere con la verifica e la stima dei danni subiti mediante il supporto di personale tecnico qualificato, in modo da poterne darne dimostrazione oltre che quantificazione così procedere con le richieste di risarcimento.
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